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Giovani e media digitali: alcuni dati

Giovani e media digitali: alcuni dati

3 Nov. 2008 | categoria ricerche | Nessun commento

Giovani e Media Digitali è la prima ricerca promossa dall’Osservatorio Nuovi Media dell’Università di Milano Bicocca. Una ricerca prettamente qualitativa volta ad analizzare e monitorare la “dieta mediale” degli studenti universitari italiani. Gli obiettivi della ricerca sono molteplici:

• Osservare da vicino la familiarità degli studenti con i più innovativi strumenti tecnologici;
• Monitorare le abitudini di consumo di contenuti e prodotti culturali;
• Verificare la frequenza e le modalità principali con cui gli studenti si collegano a Internet;
• Analizzare la conoscenza e l’utilizzo di piattaforme e strumenti del web 2.0.

Dalla ricerca qualiquantitativa che verrà presentata in Aula Magna in Bicocca nel corso del Convegno del 6 di Novembre, dal titolo Nativi e Immigranti Digitali, presentiamo una sintesi dei dati e un in anteprima i profili della dieta digitale degli studenti del Nostro Ateneo: Sintesi dei dati

L’analisi cluster effettuata sui dati raccolti ha messo in luce la presenza di quattro gruppi di utenti, come da tabella di seguito riportata:

Distribuzione cluster

N

% di combinati

% del totale

Cluster

1

286

29,4%

26,3%

2

213

21,9%

19,6%

3

452

46,5%

41,5%

4

21

2,2%

1,9%

Combinati

972

100,0%

89,3%

Casi esclusi

116

10,7%

Totale

1088

100,0%

Fatta eccezione per il gruppo 4, che sostanzialmente raccoglie le risposte degli “indecisi” (cioè i soggetti che hanno risposto “non so/non risponde” nella maggior parte delle domande), gli altri tre gruppi appaiono così caratterizzabili:

Nome del Cluster Inter@tivati

1 – un primo gruppo (286 casi, pari al 26,3% del totale) di soggetti che potremmo classificare come “utenti attivi” della rete e delle nuove tecnologie. Questi soggetti sono caratterizzati da elevati consumi mediali e tecnologici in tutte le categorie considerate. Inoltre, come caratteristica specifica, spicca l’elevata propensione a creare contenuti in modo attivo, in particolare per quanto riguarda l’uso di MySpace, l’attivazione di propri profili su siti di social networking, il contributo attivo a piattaforme quali YouTube e Wikipedia. Potremmo definirli i “creativi tecnologici”.

Nome del cluster  Neo Analogici

2 – un secondo gruppo (213 casi, pari al 19,6% del totale) di soggetti che hanno un profilo di consumi mediali e tecnologici di basso livello. Questi soggetti usano molto meno Internet (le ore di connessione settimanali alla rete oscillano tra le 1 e le 5), tendono a definirsi o “utenti base” o “principianti” nell’utilizzo della rete e hanno anche un profilo di consumi culturali meno pronunciato: molti tra loro affermano infatti di non leggere nemmeno un libro all’anno e di non leggere quotidiani on line. Potremmo definirli i “poco connessi (e poco coinvolti)”.

Nome del Cluster Digital mass

3 – un terzo gruppo (452 casi, pari al 41,5% del totale, e quindi la netta maggioranza) di soggetti che, pur manifestando un profilo di consumi mediali e tecnologici abbastanza elevato (nella maggior parte dei casi anche più elevati rispetto a quelli del primo gruppo), hanno una propensione nei confronti della creazione attiva di contenuti per la rete molto bassa e in certi casi pressoché nulla. Questi soggetti evidenziano un utilizzo molto intenso della rete, soprattutto per quanto riguarda i servizi di messaggistica istantanea e la propensione a prendere parte a iniziative on line: ciò che contribuisce a differenziarli rispetto ai soggetti del primo gruppo è proprio il carattere meno “creativo” del loro coinvolgimento. Va sottolineato infatti come, per questo gruppo, la propensione a creare contenuti su YouTube e Wikipedia sia molto bassa (inferiore anche rispetto a quella dei soggetti compresi nel secondo gruppo, caratterizzati da un consumo mediale complessivamente medio-basso) e pressoché nulla la creazione di contenuti attivi su MySpace. Potremmo definirli “utenti meno attivi delle nuove tecnologie”.

Il sito dell’Osservatorio Nuovi Media dell’Università degli Studi Milano Bicocca

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