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Nativi e immigranti digitali

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Senza categoria

Articoli in ‘Senza categoria’

Nuovi approfondimenti su Sribd Ferri Dottavi Mizzella

19 Giu. 2008 | categoria Senza categoria | Leggi tutto | Nessun commento

Scribd è un piattaforma per la condivisione di documenti e di materiali sotto Creative Commons, molto utile e interessante, simile a Slideshare, ma dedicata ai paper e articoli, ho reso disponibili su questa piattaforma 3 articoli dedicati a Wikipedia, alle epistemologie della didattica digitale e alle Università telematiche. Si tratta di Aricoli pubblicati su riviste e giornali (Adultità diretta da Duccio Demetrio, Il sole 24 ore e su Consumatori diritti e mercato, la rivista di rifelessione di Altro Consumo, vi segnalo inoltre su Scribd e sempre sulle stesse tematiche i contributi di Alberto D’ottavi, curatore di un bellissimo Blog, oltre che giornalista del Sole24ore e di Stefano Mizzella, in particolare interessante l’articolo sul Web 2.0

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Dati Istat sui consumi digitali – scuola familgia Interet

9 Giu. 2008 | categoria Senza categoria | Leggi tutto | Nessun commento

Un analisi dei dati Istat 2007 sui consumi tecnolgici ci conferma due dati:

- i “nativi” (18-25) sono enormemente più digitalizzati rispetto agli immigranti (85%) contro 43%
- le metropoli sono il centro della rivoluzione digitale

Niente di nuovo ma vederelo nei numeri è un’altra cosa

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ripresa dei temi di discussione

22 Mag. 2008 | categoria Senza categoria | Leggi tutto | Nessun commento

Dall’introduzione de La scuola digitale riprendo i temi fondamentali per rilanciare la discussione:

“La scuola digitale” si propone di analizzare, attraverso la presentazione di una serie di esperienze europee e internazionali, il megacambiamento che il rapporto tra scuola, formazione e Information and Communication Technology sta generando. Una “rivoluzione” che coinvolge tutti gli aspetti del sistema formazione e del sistema scuola, tanto da rischiare di rendere, percerti versi, obsoleto il modo di intendere e praticare l’insegnamento e l’apprendimento propri della scuola italiana. I recenti dati dell’indagine OCSE-PISA 2006- 2007 mettono in rilievo, per esempio, come l’infrastrutturazione tecnologica della scuola vada a incidere in maniera rilevante tanto sulle modalità di apprendimento quanto sulle modalità di insegnamento. La questione supera, e di molto, sia il problema della diffusione dei computer nelle classi sia quello dell’addestramento degli insegnanti e dei formatori al loro uso. La formazione e la scuola digitali, infatti, ridisegnano i propri spazi fisici oltre che pedagogici, epistemologici e relazionali. In tutta Europa, purtroppo non in Italia, cadono i muri, le classi vengono ridisegnate o abolite, nascono open space e laboratori per i lavori di piccolo gruppo, la didattica prosegue fuori dallo spazio della scuola all’interno delle classi virtuali, le enciclopedie analogiche vengono sostituite da Wikipedia. In una parola, lo spazio fisico dell’apprendere si rimodella sulle nuove opportunità offerte dalla tecnologia. Anche lo spazio sociale della scuola.
La comunicazione digitale sta infatti tessendo attorno ai luoghi fisici della formazione una struttura di relazioni formative “fuori le mura”, che diventa lo strumento per la costruzione di una comunità di pratiche tra i soggetti coinvolti nel sistema (allievi, insegnanti, genitori, imprese, università), capaci di ideare e realizzare una nuova modalità d’interazione formativa e di comunicazione educativa. Lo spazio dell’apprendere e la tipologia di oggetti culturali che costituiscono il mix formativo vengono ridefiniti: non più lezioni frontali e libri, ma Internet, iPod, lavagne digitali e classi virtuali si affiancano e trasformano le modalità “gutenberghiane” dell’apprendimento. I giovani, infatti, ricevono dagli ambienti soprattutto extrascolastici importanti stimoli e sollecitazioni all’uso dei nuovi media (si pensi al cellulare o al PC che in larga misura usano a casa), che rappresentano un serbatoio di esperienze e conoscenze per la scuola stessa, e che modificano radicalmente il rapporto fra educazione formale e informale. Alla luce di questa premessa, emergono molte domande che chiedono alle politiche scolastiche e della formazione una risposta urgente: come colmare il divario che si è aperto in questo come in altri campi tra l’Italia e i paesi più avanzati d’Europa? Come trasformare la dimensione mediale di un ambiente educativo e formativo come la scuola? In che modo può funzionare concretamente una scuola senza classi in termini di orario, programmazione, attività, ruolo dei docenti, organizzazione? Come si organizzano gli studenti (rispetto alle età, alle promozioni o bocciature, alle capacità)? Come si organizzano le discipline? Come utilizzare i contenuti digitali nella didattica?

In sintesi il volume prova a offrire alcune risposte ricavate dall’analisi di casi internazionali e pone ai decisori politico-istituzionali, così come ai protagonisti del sistema scuola, il problema concreto e urgente della trasformazione organizzativa e didattica di tutta la scuola italiana. si trasforma, il suo carattere di “medium sociale” assume nella nuova prospettiva digitale un volto nuovo.”

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Dati UK su Scuola e tecnologie

16 Mag. 2008 | categoria Senza categoria | Leggi tutto | Nessun commento


dal sito di Norberto Bottani pubblico volentieri per la discussione
“Le TIC : il modello inglese
Un altro baratro che divide la scuola italiana da quella europea
Non solo l’Italia è in ritardo in questo campo ma anche la Francia. Non ci sono termini di confronto tra la politica scolastica inglese di promozione e sviluppo delle nuove tecnologie nelle scuole e quanto succede in Francia od in Italia. La differenza è palpabile sia a livello di strategia ed investimenti politici, sia a livello della ricerca scientifica e tecnologica sugli apprendimenti, sia infine sul piano della valutazione delle esperienze, dei progetti e degli effetti delle nuove tecnologie sugli apprendimenti e le modalità d’organizzazione della vita scolastica. L’impianto scolastico potrebbe traballare e crollare con la diffusione delle nuove tecnologie ma i sistemi scolastici sono delle potenze autoreferenziali che sanno identificare perfettamente i loro nemici, riescono a difendersi in maniera strepitosa contro i pericoli che li minacciano ed infine sanno digerire e pervertire le tecnologie che potrebbero sovvertire i rapporti di potere all’interno della scuola e sconvolgere il discorso di verità proposto dalla tecnologia scolastica. Queste operazioni sono sotto i nostri occhi e possono essere osservate quotidianamente.

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Essere o non essere digitali – di Tania Mulè

9 Mag. 2008 | categoria Senza categoria | Leggi tutto | 10 commenti

Posto volentieri questo divertente e ironico “dubbio”

Essere o non essere un insegnante digitale, qui sta il problema:/E’ più degno patire lo strapotere dell’educazione informale,/Le numerose insufficienze, i milioni di debiti formativi/ Di un disastroso rapporto di coppia(l’Insegnare e l’Imparare) o/ Ritenere che tutto cambi perché niente cambi veramente?/ Promuovere, recuperare, non altro, e con il recupero dire/ Che si è messo fine alle gravi carenze, a ogni limitata capacità,/ Applicazione e partecipazione: grazia da chiedere devotamente./ Ristrutturare, generare, creare, una scuola digitale forse./ Qui sta il difficile: perché nella scelta del digitale quali/Conseguenze ricadranno su di noi quando liberati da questa/ Conservativa illusione di comunicare il nuovo continuando/ A pensare, a immaginare vecchio, è pensiero che deve arrestarci./Ecco il dubbio che tiene in vita a così tarda età gli insegnanti;/Perché chi vorrebbe subire le sferzate e le derisioni/ Dei Gutenberg, il potere occulto dei mass-media, l’arroganza
Dell’informatica istruzionista, le sofferenze/ Dell’innato impulso ad insegnare frustrato, le lungaggini /Dell’apparato burocratico, l’insolenza degli esperti e
Gli inadeguati fondi stanziati o stanziabili,/ Quando egli stesso, nient’altro che con un ‘6’, potrebbe/ Far sua la pace? Chi vorrebbe assumersi la responsabilità
Di cambiare il sistema nel profondo,di correre il rischio di /Scegliere rinunciando al certo per l’incerto, se lo sgomento /Del ‘cambiamento’, la sconvolgente digitalizzazione del mondo/ Da cui è impossibile sottrarsi – giacché la stessa scelta di/Ignorarla comporta logoranti affanni – non trattenesse la Nostra volontà facendoci preferire il peso dei mali presenti/ Piuttosto che affrontare altri che non conosciamo?/ E’ la paura di perdere il regno dell’Aula e il dominio nella relazione
Didattica chiamata tecnofobia che ci rende codardi,/ Così la trasformazione del sistema in corso diventa un ingannatore/Mutamento nel sistema, e anche le più ammiccanti promesse e / Generose potenzialità della creatività tecnologica vanno
A finire nel nulla, e perdono il nome di innov-azione.”
*Dall’Amleto di Shakespeare: liberamente adattato con termini ed espressioni tratti
da:G.Biondi,La Scuola dopo le Nuove Tecnologie,Apogeo,2007
F.Cambi-L.Toschi,La Comunicazione formativa,Apogeo 2006
P.Ferri,La scuola digitale, B.Mondadori,2008
J.Hillman,Lettera agli Insegnanti, Atti del Convegno Milanoliberal,2002

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Materiali su Web 2.0

9 Mag. 2008 | categoria Senza categoria | Leggi tutto | Nessun commento

Ho aggiunto un po di materiali su Slide Share in particolare sull’Elearning due punto zero, chi fosse interessato li trova a questo indirizzo http://www.slideshare.net/paoloferri/

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I nativi digitali sul sito della fondazione franceschi e su slide share

6 Mag. 2008 | categoria Senza categoria | Leggi tutto | Nessun commento

Lo spazio di discussione della Fondazione Francheschi “Cogito ergo sum” che mi permetto di segnalarvi ospiata un nuovo intervento sui nativi digitali, inolte vi segnalo che su Slide Share ho inserito nuove presentazioni sul tema.

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Presentazione a Milano de la scuola digitale

22 Apr. 2008 | categoria Senza categoria | Leggi tutto | Nessun commento

Martedì 6 maggio 2008, Ore 21.00, Casa della Cultura, via Borgogna 3 Milano. Info: 02/795567

Bruno Mondadori e La casa della cultura di Milano vi invitano a un incontro su:

Nativi digitali
Come pensano e comunicano i “figli della rete”

Con l’autore, ne parleranno:

Susanna Mantovani Prorettore Università Milano-Bicocca
Armando Massarenti Responsabile Scienza e Filosofia, Domenicale Sole 24 ore
Pier Cesare Rivoltella Docente Tecnologie della formazione , Università Cattolica del Sacro Cuore
Paolo Ferri Docente di Teoria e tecniche dei nuovi media, Università Milano-Bicocca

Coordina Ferruccio Capelli Direttore Casa della Cultura

Nel corso dell’incontro si parlerà del volume:

La scuola digitale
Come le nuove tecnologie cambiano la formazione
di Paolo Ferri

I cosiddetti nativi digitali, bambini nati dopo la diffusione di Internet, sono diversi dai “figli del libro”: sono nati in una società multischermo e preferiscono allo schermo passivizzante della televisione gli schermi interattivi: cellulare, computer. A scuola, a casa e con gli amici il perimetro della identità comprende anche la loro identità on-line. Per loro il blog o la posta elettronica sono una parte integrante dell’immagine del sé e delle relazioni sociali. Si “espongono” sui Blog o su You tube, vivono sullo schermo, per esprimersi, per apparire, per comunicare e per stabilire relazioni sociali ed affettive. Questa serata è dedicata a comprendere il loro modo di pensare sé e il mondo, per capirli meglio e trovare modalità virtuose di rapportarsi a loro.

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La scuola digitale su Il Sole24ore e La stampa – tutti i libri

14 Apr. 2008 | categoria Senza categoria | Leggi tutto | Nessun commento



Ecco due recensioni del libro in particolare quella della stampa pone alcume questione di grande interesse si veda al seguente link La scuola diventa digitale http://www.lastampa.it/_settimanali/ttL/default_pdf.asp?pdf=8

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Di prossima USCITA NEGLI USA

23 Mar. 2008 | categoria Senza categoria | Leggi tutto | Nessun commento

Digital Literacy: Tools and Methodologies for Information Society (Hardcover)
by Pier Cesare Rivoltella (Editor)
che contiene il saggio di Paolo Ferri e Susanna Mantovani Children and Computer: what they know what they do

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